La Fondazione
Intermediari di bene.
Primo intermediario filantropico in Italia, F.I.Do agisce come tramite tra chi desidera effettuare donazioni o investimenti a fini benefici e i soggetti che necessitano di tali finanziamenti.
Facilitando il processo di donazione, F.I.Do offre la possibilità di aprire fondi filantropici per sostenere le cause di utilità sociale che più stanno a cuore.
La Fondazione desidera promuovere una filantropia più accessibile e la costruzione di comunità in cui donatori, beneficiari e professionisti, insieme, diventano moltiplicatori di bene. Favorendo la crescita di un capitale sociale – nato dal Dono – che prima non c’era.
I nostri valori
Donare conviene
F.I.Do offre un’esperienza di Dono doppiamente conveniente: per sé e per chi riceve. Chi dona è più felice e contagia chi lo circonda.
Nuovi paradigmi di bene. I tuoi.
In quanto intermediario filantropico, F.I.Do non ha progetti propri. Si pone in ascolto di chi desidera destinare le proprie risorse per rispondere a un’esigenza personale o alle cause in cui crede, dando potere alla creatività del Dono e originando un nuovo paradigma di bene.
Certi di donare. Sicuri nel farlo.
F.I.Do garantisce affidabilità, sicurezza e trasparenza. Lo fa grazie a un sistema gestionale e amministrativo ampiamente testato e sperimentato e grazie alla presenza di professionisti specializzati nell’intermediazione filantropica.
La nostra crescita lo conferma.
Donare. Insieme.
Insieme, per F.I.Do, significa promuovere la cultura del Dono, capace di creare relazioni profonde e favorire il coinvolgimento nella comunità. Donatori, beneficiari, professionisti: insieme per moltiplicare il bene.
La storia di F.I.Do
La Fondazione nasce dalla volontà di diffondere anche in Italia lo strumento più sofisticato ed efficace che la filantropia istituzionale abbia mai sviluppato: l’intermediazione filantropica.
Il modello da cui F.I.Do prende ispirazione è quello delle fondazioni di comunità, introdotte in Italia nel 1999, che ha mostrato come, al fine di permettere lo sviluppo della filantropia, fosse necessario un ente che:
- potesse dialogare con i principali istituti bancari e assicurativi, gli ordini professionali e le associazioni di categoria e che potesse operare a livello nazionale;
- potesse assistere quei donatori con esigenze non confinabili in un determinato territorio e che, quindi, non avrebbero potuto utilizzare i servizi messi a disposizione delle fondazioni di comunità;
- potesse essere un incubatore per favorire la nascita di nuove fondazioni, laddove non vi fossero realtà in grado di rispondere a specifiche esigenze.
In questi 10 anni di attività la Fondazione ha potuto rispondere ai bisogni dei donatori, ampliando il proprio raggio d’azione anche a livello internazionale, allargando la propria compagine sociale per avere un’idea strategica di tutti i principali settori e incrementando il proprio personale e i propri collaboratori.
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