Ilaria Boggian
Fondo Un passo per Aurora
Andremo in capo al mondo!“Nostra figlia è nata con una malformazione che non ha permesso lo sviluppo del femore della sua gamba sinistra” – comincia a raccontare Ilaria, la mamma di Aurora. “Inizialmente, anche prima della sua nascita, abbiamo girato diversi ospedali e sentito vari specialisti, ma non abbiamo trovato una risposta convincente.” È stato solo entrando in contatto con associazioni di famiglie e bambini con patologie simili a quella della loro bambina che Ilaria e suo marito hanno sentito parlare per la prima volta del dottor Paley. “Abbiamo così scoperto, strada facendo, che il dottore era il massimo esperto mondiale di gravi e rare malformazioni agli arti”. Per Aurora, l’unica possibilità era rappresentata da un delicato intervento chiamato rotazione plastica, da eseguire entro i tre anni, in America e con un costo alquanto elevato: un percorso che le permetterebbe di avere una vita il più normale possibile. “L’obiettivo del fondo filantropico è proprio quello di poter finanziare le cure, quindi l’intervento, la permanenza negli Stati Uniti e le future protesi.”
La raccolta fondi è cominciata a giugno 2025 su una piattaforma di crowdfunding. “Nel frattempo abbiamo conosciuto una persona, che ci ha consigliato di aprire un fondo filantropico presso Fondazione Italia per il Dono” – racconta Ilaria. “Questa scelta ci ha permesso di avere una gestione trasparente delle risorse raccolte, di garantire agevolazioni fiscali ai donatori e di sollevarci dalle questioni burocratiche.”
A raggiungere Ilaria nel racconto è anche la nonna di Aurora, che ricorda il punto di partenza di questo cammino e la presenza costante che accompagna la famiglia di fronte alle sfide quotidiane: “Abbiamo anche un aiuto speciale in Cielo, perché mio marito è venuto a mancare poco prima che nascesse Aurora.” Il nonno – Loretto per tutti, Filippo per gli amici – sapeva già della sfida che la nipote avrebbe dovuto affrontare, quando lei era ancora in grembo. “Aveva detto: ‘Andremo in capo al mondo per Aurora’. E di fatti, andremo proprio in capo al mondo!”
Attorno ad Aurora si è stretta una comunità che nessuno si aspettava così grande. “Sembra che le persone abbiano preso gusto a donare” – racconta Ilaria – “infatti, siamo stati tanto aiutati anche da chi non conoscevamo: qualcuno ha promosso un concerto o una serata teatrale, sono stati festeggiati
compleanni raccogliendo fondi per nostra figlia, sono state organizzate bancarelle davanti alle chiese, nelle case di riposo e nei centri per anziani. E i diversi comuni della zona hanno deciso di coinvolgersi in questi eventi.” Persino in momenti di lutto, alcune famiglie hanno scelto di destinare le offerte alla raccolta per Aurora. E questa storia di generosità ha raggiunto anche le pagine dei giornali, dalle testate locali al Corriere della Sera.
Una riflessione della nonna guarda con gratitudine al percorso fatto da Ilaria e suo marito: “I genitori, soprattutto, hanno preso il coraggio di mettersi in gioco, di parlare di questa problematica, consapevoli che non era possibile farcela da soli, era necessario chiedere aiuto.” Un passaggio fondamentale, che per lei racchiude una lezione più grande: “Quanto è importante chiedere aiuto, dalle piccole alle grandi cose, perché possiamo vedere che c’è un cuore che funziona. Anche se attorno a noi sembra che si parli solo di disastri, di male, di guerra, di sopraffazione – insomma, di cose negative – in fondo non è proprio così. E noi ne siamo testimoni.”
“La parola Dono è ricca di significati e parte dal cuore: è un atto di fiducia, di vicinanza e di speranza” – spiega Ilaria. “Nella nostra esperienza abbiamo visto che il Dono ha la capacità di unire persone che non si conoscono, trasformando la solidarietà in forza concreta”. Tra i ricordi più cari, quello di un messaggio arrivato da una persona senza lavoro, che vive con una piccola pensione: “Dieci euro non mi cambiano la vita, ma sono contento perché posso contribuire anch’io al Bene di questa bambina.” Un gesto che per Ilaria racchiude il senso più vero del Dono: “Quanto uno più non ha, dà e questo poco che dà ha lo stesso valore di quel tanto donato dagli altri.”
I prossimi passi porteranno la famiglia in Polonia, presso uno dei centri europei del dottor Paley: Aurora verrà nuovamente visitata per programmare l’intervento. Un percorso ancora lungo, ma che la famiglia affronta sostenuta da una comunità cresciuta, come dice Ilaria, “pian piano, come una goccia che genera un oceano” – e che è diventata, oggi, una vera e propria squadra che fa il tifo per Aurora.

