07/03/2018- Il bisogno di donare. Fido al servizio di chi vuole vivere la stupefacente esperienza del dono

Sono sempre più numerosi coloro che non considerano più il dono come un sacrificio o un dovere sociale, ma che stanno scoprendo come grazie ad esso sia possibile soddisfare alcuni bisogni fondamentali dell’essere umano. Il dono permette di uscire dall’isolamento che contraddistingue la nostra società aiutandoci a costruire relazioni vere perché non strumentali; ci offre una via per dare un contributo reale alla costruzione del bene comune così che possiamo sentirci veramente cittadini; ci regala infinite opportunità per colorare la nostra vita di emozioni autentiche, perché fondate sulla libertà che solo un atto gratuito come il dono può garantire.

Le motivazioni che stanno ci stanno spingendo a riscoprire il valore sociale del dono sono diverse. Per fare qualche esempio, basterà ricordare come:

  1. la crisi dello stato sociale e l’aumento delle diseguaglianze stiano spingendo non solo un crescente numero di persone facoltose, ma anche chi ha mezzi modesti, a cercare modalità per sostenere iniziative d’utilità sociale;
  2. cambiamenti demografici abbiano aumentato le persone con capitali, anche consistenti, che non hanno eredi diretti e che vorrebbero destinare per testamento il loro patrimonio per garantire un futuro ai valori in cui credono o anche solo per lasciare un ricordo positivo di sé;
  3. la globalizzazione e le conseguente competizione internazionale stiano trasformando la filantropia in una leva efficace per perseguire quei cambiamenti sociali che sono fondamentali per la sostenibilità delle aziende;
  4. progressi della medicina stiano aumentando il numero dei disabili che sopravvivono ai loro genitori, i quali sentono la necessità di garantire il loro futuro, anche mobilitando adeguate risorse finanziarie;
  5. la crisi della finanza pubblica imponga agli enti non profit di dar vita a strategie in grado di integrare i contributi pubblici e i proventi commerciali con le più diverse forme di liberalità;
  6. gli stessi enti d’erogazione stiamo scoprendo come possono trovare nella mobilitazione delle donazioni una modalità, non solo per aumentare il valore delle proprie erogazioni, ma anche e soprattutto per rafforzare la loro visibilità e conseguire una maggiore legittimazione sociale.

Tutti questi soggetti devono però superare numerosi ostacoli. Nella nostra società non è affatto facile soddisfare in modo adeguato tali esigenze: donare è spesso complesso e sono numerosi coloro che non sanno come farlo o, pur facendolo, non riescono a conseguire gli obiettivi che grazie al dono potrebbero perseguire. Anche gli aspetti più banali e meccanici, come i benefici fiscali, vengono utilizzati solo marginalmente. con un conseguente spreco di risorse. Diventa quindi necessaria la presenza di un’infrastruttura sociale capace di garantire a tutti l’accesso a strumenti agili e flessibili con cui soddisfare tali bisogni in modo sicurosempliceflessibileefficace ed economico, creando, nel contempo, quelle opportunità, senza le quali, la frenesia del mondo in cui viviamo, con le sue distrazioni, finisce coll’impedirci di concentrarci su ciò che è veramente importante non solo per il nostro benessere, ma anche e soprattutto per la nostra felicità.

Questo obiettivo può essere conseguito grazie agli intermediari filantropici, i quali sono enti senza finalità di lucro, di norma fondazioni, che offrono ai donatori, siano essi imprese o persone fisiche, la loro infrastruttura in outsourcing, così che questi la possano utilizzare per perseguire i loro obiettivi filantropici avendo a disposizione gli strumenti legali, fiscali, amministrativi e gestionali specificatamente pensati per aiutarli a donare, evitando che debbano crearseli da soli, con un notevole risparmio di tempo e di denaro.

A titolo indicativo, attraverso questi servizi, è possibile:

  1. Semplificare ogni problema di natura gestionale: per esempio, si può fare un’unica donazione e poi finanziare in tempi diversi una pluralità di iniziative senza doversi preoccupare dei problemi contabili;
  2. Non doversi dotare di organi, bilanci e procedure specifiche, ma poter operare con la massima flessibilità e velocità;
  3. Non avere alcun rischio di eventuali sanzioni di natura fiscale dato che l’intermediario è dotato di tutte le certificazioni necessarie e risponde in prima persona di ogni eventuale contestazione;
  4. Avere la possibilità di finanziare, godendo dei benefici fiscali vigenti, anche progetti d’utilità sociale che sono gestiti da enti che non potossono permettere ai loro donatori di avere tali benefici;
  5. Usufruire di una struttura specializzata nella due diligence degli enti non profit ed in grado di raccogliere tutta la rendicontazione da parte dei beneficiari dei contributi;
  6. Godere di un osservatorio privilegiato, messo a disposizione da un ente che lavora quotidianamente con una pluralità di donatori, ha rapporti diretti con la maggior parte degli enti d’erogazione, si interfaccia con numerose organizzazioni non profit.

Per evitare che il nostro Paese fosse privo di una simile infrastruttura, alcuni illustri componenti dell’allora Agenzia del Terzo settore, l’Ordine nazionale dei Notai e quello dei Commercialisti, l’associazione fra le Fondazione e gli Enti d’Erogazione (Assifero), la Borsa Italiana, ed alcune imprese principalmente finanziarie ed assicurative (Allianz, Generali, ErselCattolica AssicurazioniCFO SimIntek) con l’appoggio della Compagnia di San Paolo hanno creato la Fondazione Italia per il Dono onlus. Grazie ad essa è oggi possibile, anche in Italia, sfruttare a pieno le potenzialità dell’intermedazione filantropica senza doversi affidare ad organizzazioni straniere o dovere utilizzare istituti che non fanno parte della nostra tradizione giuridica.

Nella convinzione che il dono possa avere un ruolo fondamentale nella costruzione del capitale sociale e del patrimonio di fiducia che è fondamentale per il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche e dei meccanismi del libero mercato, Fondazione Italia per il Dono onlus si pone così al servizio di tutti coloro condividono questa necessità, sia assistendo direttamente i singoli donatori, sia dialogando con tutti quei professionisti, siano essi notai, commercialisti, consulenti finanziari che sono interessati a valorizzare una modalità particolarmente efficace per soddisfare alcune delle esigenze più intime e profonde dei loro clienti, anche in un’ottica di una loro fidelizzazione e nel contempo contribuire concretamente al perseguimento del bene comune e al miglioramento della qualità della vita del nostro Paese.